Il parto

Accoppiamento, gestazione, parto e periodo di svezzamento dei cuccioli, sono quattro momenti delicati, importanti ed emozionanti della vita della nostra compagna a 4 zampe ed è per questo che vanno seguiti e gestiti al meglio.

Dall’accoppiamento della cagna al giorno del parto trascorrono dai 58 ai 63 giorni. Questo divario temporale dipende principalmente dal momento dell’ovulazione, di conseguenza dell’attimo in cui lo spermatozoo feconda l’ovulo della femmina.

Al momento l’ecografia risulta essere il metodo migliore per fare diagnosi di gravidanza nella cagna; è necessario però attendere almeno il 21° giorno dalla presunta fecondazione, poiché prima, gli abbozzi fetali non sarebbero abbastanza grandi da essere riconosciuti. relativo alla difficoltà di conoscere il momento dell’ovulazione, potrà essere necessario ripetere l’ecografia a distanza di una settimana dalla prima, avendo così la certezza della gravidanza o l’esclusione di quest’ultima.

Conoscere il numero dei cuccioli, oltre che per curiosità, serve durante il parto, per essere sicuri che siano stati tutti espulsi, evitando così di rimanere nel dubbio. Per sapere quanti sono i cuccioli, è consigliabile eseguire, fra il 40° e il 55° giorno dall’inizio della gestazione, una radiografia all’addome della cagna.

Oltre a queste informazioni di base è fondamentale tenere presente che, sia durante la gravidanza, sia durante l’allattamento e lo svezzamento dei cuccioli, l’alimentazione è molto importante. Un adeguato apporto nutritivo e calorico, servirà ad evitare patologie serie durante e dopo la gravidanza. Il consiglio è l’utilizzo di alimenti industriali, secchi o umidi, formulati apposta per cuccioli e madri in gravidanza o lattazione, gli stessi indicati per i cuccioli una volta svezzati. Se per ragioni diverse si fosse motivati a utilizzare un’alimentazione casalinga, è meglio non ricorrere al metodo “fai da te”, ma chiedere un consulto veterinario.

Il momento del parto è il termine di un lungo periodo durante il quale il nostro animale ha già subito cambiamenti fisiologici e stress, è quindi importante fare in modo che sia a suo agio  e ricreare un ambiente che le permetta di affrontare al meglio le ore del travaglio.

Si deve scegliere un luogo, tranquillo conosciuto, privo di un numero elevato di persone e possibilmente lontano da altri animali, compresi quelli che normalmente vivono con lei.

Si consiglia l’acquisto o la costruzione di una cassa parto; ovvero una struttura con pareti alte abbastanza da non far uscire i cuccioli, un agevole ingresso per la madre e possibilmente un isolamento dal pavimento, chiedete al veterinario le dimensioni più idonee per il vostro cane.

Per capire se il parto è imminente e sta procedendo tutto per il verso giusto lo si può dividere per comodità  in quattro fasi diverse:

La prima fase riguarda le 24-36 ore precedenti al parto stesso; durante questo periodo la temperatura della cagna scende al di sotto dei 38 °C attestandosi sui 37 °C circa. E’ quindi importante conoscere e monitorare la sua temperatura nella settimana precedente l’evento. Ricordo quindi che in valori di normalità nel cane adulto vanno dai 38 ai 39 gradi e che temperature nettamente superiori possono essere sintomo d’infezione e come tali vanno indagati dal medico veterinario.

La seconda fase è caratterizzata dalle prime contrazioni uterine e dalla dilatazione della cervice.

Le contrazioni in questione sono difficili da vedersi esternamente e la “rottura del tappo mucoso” paragonabile alla rottura delle acque nella donna, non sempre hanno una manifestazione evidente.

Si potrà però stabilire di essere in questa fase giacché la cagna sarà più nervosa, scaverà nella cassa parto o nel giaciglio che si sarà creato, rifiuterà il cibo e potrà vomitare. Il suo respiro potrebbe essere accelerato e si noteranno tremori.

La durata di questo stadio normalmente va da 6 a 12 ore, ma può essere condizionato dal carattere dell’animale, tant’è che in cagne nervose o al primo parto la durata potrà protrarsi fino ad addirittura 36 ore.

La terza fase è  la cosiddetta “fase espulsiva” dei piccoli, inizia nel momento in cui la cervice si è completamente dilatata e termina dopo l’espulsione dell’ultimo cucciolo.

La media è di 3-6 ore, ma in cucciolate numerose può protrarsi fino a 24; l’importante è che fra l’espulsione di un cucciolo e l’altro non trascorrano più di 4 ore.

La cagna cercherà di stare o sdraiata o accucciata, farà parecchi giri su se stessa prima di assestarsi e saranno visibili esternamente le contrazioni dei muscoli addominali che accompagnano l’espulsione dei singoli feti. Una volta uscito completamente all’esterno il cucciolo, la madre romperà con i denti il sacco amniotico in cui è contenuto. Se per ragioni diverse non lo dovesse fare, spetterà al proprietario compiere questo gesto, avendo cura di pulire e asciugare per bene le narici, per favorire il primo atto respiratorio. Se diversamente tutto dovesse andare per il verso giusto è consigliabile non interferire.

La quarta ed ultima fase è denominata espulsione delle placente e termina quando tutte le placente numericamente uguali al numero dei cuccioli partoriti vengono espulse. Pertanto è importante contare quante sono state eliminate con i cuccioli e quante invece vengono esteriorizzate alla fine del parto.

In caso di cucciolate non numerose si potranno lasciare a disposizione della cagna, la quale le mangerà, se invece il numero dei nati sarà elevato, si consiglia di eliminarne un discreto numero.

Quest’ultimo periodo termina con il tranquillizzarsi della cagna, che inizierà ad accudire i suo cuccioli.

Alla luce di quanto fin’ora detto  è fondamentale per il proprietario saper distinguere quando tutto è nella norma e quando invece la cagna sta incontrando delle difficoltà ed è il momento di contattare il proprio Veterinario.

Qui troverete un elenco di domande e risposte frequenti sulle problematiche del parto:

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