Insufficienza Renale Cronica (IRC)

Per comprendere bene cosa si intende quando di parla di insufficienza renale cronica è bene chiarire alcuni termini e concetti comunemente utilizzati in nefrologia veterinaria. Con il termine malattia renale nel cane e nel gatto si identifica una patologia che colpisce uno od entrambi i reni e che può causare insufficienza renale. Con il termine insufficenza renale si identifica invece una condizione conseguente alla riduzione della funzionalità renale, che si associa all’accumulo di tossine (le più comuni e note sono rappresentate dalla creatinina ed dall’urea). Da queste due definizioni possiamo capire che il temine malattia renale possa non coincidere sempre con una condizione di insufficienza renale e viceversa (insufficienza renale ca cause pre e post renali).La possibilità di avere un cane o un gatto affetti da malattia renale cronica, ma non in insufficienza renale, è conseguente alla capacità che i reni hanno di compensare la perdita di una parte della loro funzionalità; per questo motivo  un cane o un gatto possono arrivare a perdere fino al 70%-80% della loro funzionalità renale, prima che si assista ad un aumento dei valori di creatinina ematica e quindi all’accumulo di tossine uremiche. Quando la riduzione della funzionalità renale supera il 70%-80%, nell’organismo del cane e del gatto iniziano ad accumularsi tossine negative per l’organismo, si assiste ad un incremento dei valori di creatinina ematica, ed il paziente è in insufficienza renale.

Il concetto di cronicità della malattia renale è data dal fatto che perduri per un tempo di almeno tre mesi nel nostro paziente e che sia ormai una condizione non reversibile per i reni: infatti se in corso di terapia si dovesse assistere al netto miglioramento di alcuni parametri in alcuni casi fino ai range di normalità, il paziente verrà ugualmente considerato affetto da malattia renale cronica se si ha la consapevolezza o meglio ancora la certezza che la normalizzazione dei rilievi di laboratorio verrebbe meno nel caso in cui la terapia prescritta dovesse essere interrotta. Un esempio che possiamo fare è quello del paziente proteinurico che, in seguito alla terapia instaurata può arrivare a ridurre la proteinuria in un range non patologico tuttavia questo è l’effetto della terapia antiproteinurica che si è instaurata e non della guarigione dalla nefropatia. Un altro esempio che potremmo fare è quello delle nefropatie monolaterali nel caso in cui il rene controlaterale abbia conservato una funzionalità adeguata e conservata

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