Vaccinazioni

LE VACCINAZIONI NEL CANE

La vaccinazione nel cane è una pratica medica che, nella quotidianità ambulatoriale, e nella percezione comune troppo spesso tende ad essere considerata una semplice iniezione; se così fosse sarebbe assimilabile ad una pratica infermieristica che potrebbe eseguire chiunque sia in grado di compiere un’iniezione sottocutanea.
I vaccini non sono tutti uguali e tantomeno lo sono i pazienti a cui vengono somministrati, occorre quindi un’adeguata conoscenza medica che permetta di discernere in relazione al soggetto che ci prestiamo a vaccinare quale prodotto utilizzare, in base alle proprie caratteristiche farmacologiche ed immunizzanti e quale piano vaccinale seguire. In ultimo, ma non in ordine di importanza, occorre essere in grado di valutare clinicamente il paziente per comprendere se è nelle condizioni migliori per poter essere sottoposto al vaccino.
La vaccinazione consiste nel somministrare al paziente un agente patogeno (virus o batterio) o parti di esso in modo da indurre il sistema immunitario ad organizzarsi per poter fronteggiare la malattia nel caso venisse contagiato; appare quindi evidente che la vaccinazione è una pratica “stressante” per l’organismo e praticarla in soggetti in condizioni di salute non ottimali può non portare all’immunizzazione voluta o, nel peggiore dei casi, può essere pericoloso
La scelta di quali e quanti vaccini fare si basa quindi su un’attenta e approfondita valutazione del rapporto rischio / beneficio che deve essere condotta da personale competente e in collaborazione con il proprietario tenendo in considerazione tutte la variabili biologiche legate al paziente e condizioni epidemiologiche legate al contesto ambientale.
Di seguito un breve elenco con le malattie per le quali è possibile vaccinare il proprio cane

CIMURRO: è una malattia infettiva in cui il contagio si verifica per contatto diretto con cani infetti, e indiretto con materiale infettante (saliva escrezioni urinarie e fecali ciotole e cibo di cani infetti) attraverso le vie respiratorie o digerenti. Si manifesta, oltre che con sintomi generali, con fenomeni respiratori quali tosse, rinite, broncopolmonite e polmonite, forme gastroenteriche con feci irregolari in consistenza e colore o diarrea emorragica, e forma cutanea in cui si verifica ispessimento, ruvidità e secchezza al tartufo, cuscinetti plantari e della congiuntiva oculopalpebrale, formazione di papulopustole ed infine in forma nervosa con contrazioni e tremori muscolari e convulsioni. Soprattutto nei cuccioli al di sotto dei tre mesi la patologia ha un’evoluzione infausta con alto tasso di mortalità.
PARVOVIROSI: (gastroenterite emorragica): il contagio avviene per contatto diretto per via orale o nasale con secreti ed escreti di cani infetti (vomito, feci, urine). Soprattutto nei cuccioli sotto i sei mesi di età la patologia ha un decorso acuto o iperacuto con vomito profuso, dissenteria emorragica, febbre e diminuzione delle difese immunitarie; l’ evoluzione della patologia nei soggetti giovani è spesso letale.

EPATITE INFETTIVA: malattia molto contagiosa per contatto con feci e urine; la sintomatologia è variabile; può presentarsi in forma acuta con febbre, vomito, diarrea, dolori addominali, aumento di volume del fegato. I sintomi oculari possono essere evidenti durante la fase acuta dell’infezione o successivi alla guarigione da una forma subclinica e si manifestano con opacamento corneale.

PARAINFLUENZA e BORDETELLA BRONCHISEPTICA: sono gli agenti di un forma respiratoria nominata come tosse dei canili, malattia benigna ma molto fastidiosa per la tosse che può durare anche alcune settimane, mentre per il virus parainfluenza viene compreso in molti vaccini cosidetti eptavalenti, la protezione per la Bordetella Bronchiseptica si ha solo con un particolare vaccino che viene somministrato per via intranasale e normalmente viene consigliato in allevamenti o condizioni particolari, ad esempio in cani che vanno spesso in pensioni o in raduni di cani dove, in determinati periodi dell’anno, il rischio di contagio può essere molto elevato o in soggetti anziani predisposti a collasso della trachea o bronco malacia dove la tosse può essere un problema molto grave.

LEPTOSPIROSI: è una malattia infettiva che colpisce animali e uomo, ha un’ampia distribuzione geografica è attualmente considerata la zoonosi più diffusa nel mondo, negli ultimi anni la prevalenza è andata aumentando. Gli animali infetti diffondono i batteri con le urine e la trasmissione della malattia può verificarsi sia attraverso il contatto diretto con urine infette sia indirettamente, per esempio a seguito del contatto con acque contaminate. L’infezione può avvenire attraverso le mucose degli occhi, naso, bocca o attraverso abrasioni e ferite cutanee. Siccome la leptospirosi è potenzialmente una grave zoonosi (malattia trasmissibile dagli animali all’uomo) limitarne la diffusione è di notevole importanza. Una volta nell’organismo le Leptospire guadagnano il circolo sanguigno e si replicano velocemente. I batteri quindi
infiltrano organi come i reni, fegato, milza, occhi e sistema nervoso, dove si replicano ulteriormente.
perpetuando l’infezione. Le specie ospiti serbatoio (spesso specie selvatiche, come i roditori) mostrano infezioni croniche che mantengono la malattia nell’ambiente. Questi ospiti serbatoio sono generalmente molto tolleranti nei confronti di particolari sierovarianti che ospitano e non manifestano segni clinici, ma possono diffondere leptospire per mesi o anche per anni.

HERPESVIRUS: l’Herpes virus è in grado di provocare nella cagna adibita a riproduzione fenomeni di ipofertilità oltre che bene più gravi problemi riguardanti riassorbimento fetale, aborti spontanei , natimortalità o morte anche dell’intera cucciolata fino a 15 gg dal parto. E’ per questi motivi che sarebbe opportuno soprattutto in cagne primipare (primo parto) , che vengono a contatto con molti altri cani (esposizioni canine, gare etc.) immunizzarle nei confronti dell’herpes virus mediante vaccinazione: prima inoculazione da effettuarsi durante il calore o 10 giorni dopo l’accoppiamento e la seconda 10-15 giorni prima del parto.

RABBIA: questa vaccinazione protegge per una malattia potenzialmente molto pericolosa anche per l’uomo e diffusa in tutto il mondo; fino all’ottobre 2008, l’Italia è stata considerata libera da rabbia, successivamente, secondo i dati dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZSVe), dal 2008 a febbraio 2010, sono stati diagnosticati centinaia di casi di rabbia in animali in Friuli-Venezia Giulia, in Veneto e nella Provincia Autonoma di Trento. I casi di rabbia diagnosticati sono da mettere in stretta correlazione con la situazione epidemiologica della rabbia silvestre nella vicina Slovenia. Questa vaccinazione è quindi obbligatoria non solo per l’espatrio e per ottenere il passaporto europeo presso le unita sanitarie locali, ma anche in alcune regioni d’italia.

LEISHMANIOSI: si consiglia leggere la sezione del sito riguardante la profilassi della Leishmaniosi.

Da quanto sopra enunciato appare evidente come sia impossibile stabilire delle regole assolute da adottare nei piani vaccinali sia dei cuccioli che dei cani adulti di seguito vengono tuttavia riportate delle linee guida generali adottate dal Centro Veterinario Imperiese nella pratica vaccinale del cane frutto delle conoscenze scientifiche internazionali, enunciate nelle linee guida per la vaccinazione del cane pubblicate dall’associazione mondiale dei veterinari di animali da compagnia (WSAVA), dalle indicazioni fornite dalle ditte produttrici dei vaccini, e dalla nostra esperienza pluriennale.

PIANO VACCINALE DEL CANE UTILIZZATO AL CENTRO VETERINARIO IMPERIESE.
1° vaccino da effettuarsi tra i 45 e i 60 giorni (vaccino contro cimurro e parvovirus)
2° vaccino da effettuarsi dopo 20 – 30 giorni dal primo (contro cimurro, parvovirosi, epatite virale, parainfluenza e leptospirosi)
3° vaccino da effettuarsi tra la 14° e la 16° settimana di vita (contro cimurro, parvovirosi, epatite virale, parainfluenza e leptospirosi)
Dopo il terzo vaccino si procede con un richiamo a distanza di un anno contro cimurro, parvovirosi, epatite virale, parainfluenza e leptospirosi
Nei soggetti adulti si consiglia di effettuare un richiamo annuale con il vaccino per le leptospirosi (meglio utilizzare un vaccino a più sierovarianti) e richiami triennali per le altre patologie.

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